CENA PICCANTE

La cena di Natale in famiglia è un qualcosa a cui non puoi dire di no.

L’anno scorso andai a casa degli zii, indossando un vestito attillatissimo e cortissimo rosso, senza reggiseno e con un perizoma super sexy.

Avevo pensato che il perizoma fosse una buona idea…ma mi sbagliavo!

Il filo mi sfregava il clitoride ogni volta che mi muovevo, quindi ad un certo punto dovetti alzarmi ed andare in bagno.

Era tutto così pulito ed immacolato, ma lo sarebbe stato ancora per poco.

Mi tolsi il vestito e mi sedetti sulla tazza con le gambe aperte.

Cominciai a pizzicarmi un capezzolo con una mano e a tirare il filo del perizoma con l’altra così che andasse a stuzzicarmi lì dove volevo.

Ero così bagnata che non avevo neanche bisogno della saliva.

Ad un certo punto tolsi anche il perizoma e cominciai a premere il clitoride dall’alto in basso con due dita e con movimenti prima lenti e poi sempre più veloci.

Sentivo la vagina bagnarsi sempre di più e il mio piacere crescere.

Non volevo ancora venire, volevo godere ancora per un po’ ma ero troppo eccitata.

I miei movimenti si fecero sempre più serrati, l’altra mano stringeva sempre più forte su un capezzolo prima di spostarsi all’altro e strizzare.

Volevo gridare, far sentire a tutti quanto stessi godendo ma non potevo.

L’idea che qualcuno potesse scoprirmi mi faceva impazzire, non riuscivo più a fermare le dita che mi stavano distruggendo il clitoride…e così venni.

Venni come vengono quelle porcone nei video porno hard.

Non ero soddisfatta però.

Volevo ancora di più, la mia figa bagnata aveva ancora crema da dare.

Allora, feci scendere le dita sempre più in basso fino a quando ne infilai due dentro.

Cominciai a trivellare la mia figa con le dita, senza fermarmi un attimo.

Sentivo le pareti stringersi intorno, volevo andare sempre più in profondità.

Era tutto un dentro-fuori, dentro-fuori mentre mi contorcevo su quel water ormai sporcato dal mio piacere.

Due dita però non mi bastavano perché l’eccitazione era alle stelle.

Allora ne infilai un altro e decisi di dare tregua alle mie povere tette usando la mano che ci aveva giocato fino a quel momento per sfregarmi il clitoride ormai fin troppo abusato.

Non riuscivo più a star seduta.

Mi alzai e mi misi a pecorella sul pavimento con le dita sempre dentro.

Il cambio di posizione intensificò ancora di più il piacere.

Quelle dita erano più potenti di un trapano. Volevo gridare per quanto quella sessione di masturbazione xxx stesse dando sfogo alla mia libido.

Non riuscivo a smettere, non potevo smettere.

Avevo bisogno di venire quindi mi poggiai con una mano sul mobiletto davanti a me e sbattei le dita dentro velocemente e con una forza incredibile.

Sfregai la zona ruvida che mi fa salire sulle nuvole e spruzzai peggio del rubinetto sopra di me.

Tolsi le dita dalla figa e mi sfregai nuovamente il clitoride, cavalcando ancora per un po’ quell’orgasmo incredibile.

Dopo essermi pulita, mi rivestii e tornai in cucina come se niente fosse.